La Mia Personale Esperienza
Nel 1992 ad Arco - sul lago di Garda - in occasione del Congresso Mondiale di Kinesiologia, sentii parlare per la prima volta della camminata sui carboni ardenti (Firewalking) da una coppia di medici americani. Fui colpita dalla loro affermazione nel sostenere che “non sono i piedi a bruciarsi ma i nostri pregiudizi che ci limitano nella conoscenza, nell’esperienza e cristallizzano la nostra energia”. I loro studi scientifici mettevano in risalto come sia la nostra biochimica ad attivarsi di fronte alla paura e che, se trasformata in azione, ci è amica, ci difende e diventa energia positiva. Tale trasformazione prende vita dall’obbiettivo che ci poniamo e che è a sua volta direttamente collegato con la motivazione.
Appresi che l’esperienza del cammino sui carboni ardenti rappresentava sia un forte strumento per agire nella vita, che un ottimo insegnamento per utilizzare la paura: “agire e non rimanere paralizzati”. È il dubbio che fa sì che ci si “scotti” in quanto abbassa il livello d’energia e non ci consente di raggiungere l’obbiettivo.
Pian piano si faceva sempre più vivo in me l’intuizione che un giorno avrei camminato sui carboni ardenti, ma allora non andai al seminario di Firewalking perché la mia vita era già abbastanza emozionante e piena di sfide. Avevo appena lasciato la città del nord Italia - Verbania - dove vivevo; mi ero licenziata dall’ospedale dove lavoravo come Terapista della Riabilitazione e, nell’incredulità di molti e conseguente disapprovazione, mi trasferii con le mie due figlie preadolescenti in una località bellissima del sud Italia “Sorrento”. Fui carica di entusiasmo e sottoposta a prove continue ma arrivò un momento di buio, di difficoltà e anche di stanchezza per le continue prove da superare a volte senza tregua. Per caso seppi di un seminario di Firewarlking a Sorrento organizzato da un’associazione di PNL rivolta soprattutto a gruppi aziendali. Andai con tanto timore ed emozione; la motivazione era forte “dovevo riuscire a stare a galla, avevo eliminato tutte le mie certezze e mi serviva un incoraggiamento”.
L’istruttore Stefano Santoro appena rientrato dall’America dal corso di preparazione di Firewarlking organizzato da una delle più importanti associazioni nel mondo “Sundoor”, ci travolse con il suo carisma e la sua competenza. Eravamo circa 80 persone; la paura mi accompagnò tutta la giornata nonostante fui distratta da esercizi coinvolgenti e divertenti che Stefano ci faceva fare. Lavorammo molto sull’obiettivo e sulla simulazione della camminata che ci avrebbe atteso la sera (la mente non distingue tra la fantasia e la realtà). Mettemmo a terra un tappeto lungo circa 6 metri e ad occhi chiusi, visualizzammo l’obiettivo posto idealmente in fondo alla pista. Che emozione! Quanta adrenalina scaricai immaginando di camminare sulle braci ma ancora non sapevo se avrei camminato la sera sui carboni ardenti…
Mi accorsi della metafora implicita dei carboni ardenti cioè che: “forte motivazione e concentrazione sull’obiettivo sono i mezzi necessari per superare ogni difficoltà senza acconsentire al dubbio di indebolirci”.
Durante tutta la nostra vita si possono presentano delle difficoltà da superare, (simbolicamente potremmo dire camminare sui carboni ardenti) ma dopo questa esperienza si acquisisce più forza, più consapevolezza: “ho camminato sul fuoco riuscirò ad affrontare anche questa prova!”
Quando alla sera con Stefano ci recammo sul bordo della piscina, dove scintillava una pista di circa 6 metri di carboni sfavillanti, la paura si trasformò come per incanto in gioia, forza e determinazione. Dopo la preparazione camminare sembrava naturale, avevo scaricato tutta la tensione nella simulazione; eseguì alla lettera le istruzioni di Stefano, ma non potevo immaginare la gioia, l’energia e il senso di onnipotenza che provai.
Fu allora che decisi di diventare istruttore di Firewalking per consentire ad altre persone di provare la stessa libertà, gioia, energia e potenza che questa esperienza scatena. Per almeno 3 mesi camminavo con la schiena dirittissima come se avessi avuto una mano invisibile che mi spingeva in avanti, infondendomi calore, amore, fiducia, gioia e forza.
In seguito compresi che la camminata sui carboni ardenti riesce a scatenare un torrente di adrenalina che sblocca la kundalini; sede della maggior concentrazione d’energia, situata nella colonna vertebrale, soprattutto nell’osso sacro (chiamato sacro per questo motivo). La ricerca scientifica moderna spiega come questa scarica d’energia, possa migliorare la salute e a volte, portare alla guarigione. Proprio a ragione di ciò definisco l’esperienza del cammino sui carboni ardenti “sacra”.
Da allora sono passati quasi 15 anni, ho fatto tutto ciò che volevo fare, persino immersioni subacque, io che avevo paura dell’acqua; ho superato molti limiti utilizzando l’energia della paura per vivere la vita che volevo vivere. Non è che non ho più paura, anzi, mi definisco molto paurosa, ma ho imparato ad utilizzarla. Ora, essa mi è amica, mi difende, mi rende attenta e intelligente, mi consente di raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo, senza farmi male: “senza scottarmi”. Ho scoperto anche che c’è qualche cosa di più grande del coraggio: “l’amore”.
Si cammina più di 100 volte sui carboni ardenti per diventare istruttore; non c’è nulla di magico in tutto ciò; è un rito che viene utilizzato fin dai tempi più antichi da moltissimi popoli. La temperatura può superare i 500°, ma nonostante ciò si creano delle condizioni tali, come la scarsa conducibilità di calore dei carboni, che rendono possibili il cammino sulle braci purché si eseguono determinate regole impartite durante il seminario.
Ciò che è straordinario è l’effetto biochimico, psicologico, mentale che scatena quest’evento che dura tutta la vita. Diventa un’esperienza che non è stata vista per filmato o letta su di un libro ma è stata vissuta personalmente, registrata nella memoria delle nostre cellule che si riattiva ogni qual volta si ri-presenta la paura, cioè una situazione di allarme.
Così, si elimina il blocco del respiro, si dissolvono la contrazione che normalmente la paura scatena, e viene attivata la spinta in avanti verso l’azione e la forza. Tutto ciò è registrato dentro di noi durante la prima camminata sul fuoco e tutte le altre giungono poi come richiamo. Si attiva così un nuovo imprinting di comportamento automatico riguardo la paura; se ne rovescia l’archetipo che è il fuoco e si impara a ri-direzionare le nostre forze in funzione dell’obiettivo e della meta che ci poniamo durante il nostro cammino evolutivo.
Io e Roberto siamo da poco tornati da San Francisco - California - esattamente a Twain Harte, villaggio circondato da un grande parco di sequoie e cedri altissimi con caratteristiche casette in legno, cervi e orsi. Non mancava niente perfino il plenilunio nel periodo attorno al 7 dicembre 2006 e si percepivano nel contatto con la natura ancora le presenze degli Indiani nativi d’america. Tale località è la sede della scuola internazionale di Firewalking-Sundoor fondata da Peggy Dylan dove abbiamo frequentato il corso per diventarne istruttori. Quest’esperienza ci ha profondamente segnati; “ci siamo resi conto che anche nei punti più fragili del nostro corpo c’è un’infinita potenza se attivata adeguatamente”.
L’ultima sera del corso, come prova finale ci siamo trovati di fronte ad una pista di 18 metri di braci; è stato straordinario. Grazie a Peggy Dylan ed ai nostri compagni di gruppo, provenienti da ogni parte del mondo, ci siamo accorti che le differenze linguistiche e culturali non sono un ostacolo nella comunicazione se fatta con il cuore nel contatto diretto con la natura.
Ora siamo pronti a consentire anche a Te di realizzare questa esperienza se vuoi liberare le ali del cuore e volare alto. Scoprirai che l’impossibile diventa possibile.
Se hai un obiettivo… una forte motivazione … vieni; al resto pensiamo noi.
… La vita è un sogno che si realizza …parola mia!!
Elisabetta
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