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Dr. Rubertelli

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“C'è più ragione nel tuo corpo che non nella tua migliore sapienza”
(F. Nietzsche)

Prendere coscienza del proprio corpo è accedere a tutto il proprio essere, poiché: “corpo e anima, psiche e fisico, forza e debolezza” rappresentano non la dualità ma l'unità dell'essere. È dalla paura che nasce il coraggio, lo scopo è di riappropriarsi del corpo sviluppando l'intelligenza muscolare. I movimenti si originano dall'interno allo scopo di riappropriarsi del medesimo. Il corpo di un essere e la sua vita sono la stessa cosa. Per vivere appieno occorre risvegliare le zone morte, lasciando cadere i travestimenti, le pose, ed avere il coraggio della propria autenticità. Facendo lavorare per te, e non contro di te, i tuoi muscoli, puoi alleviare una gran quantità di malanni.

Svegliare i sensi, acuire le percezioni, avere un'immagine di se stesso che appaia soddisfacente, affermare la propria individualità per ritrovare l'iniziativa e la fiducia in se stesso. In questo modo si migliorano gli stimoli nervosi tra cervello e muscoli favorendo le capacità intellettuali. Perdere le cattive abitudini che ti fanno adoperare troppo certi muscoli, deformandoli, migliorando la postura.

Eutonia, “normotomia” nella propria individualità dinamica, è un metodo basato sulla distensione; riconcilia il corpo con le proprie leggi. Attraverso un lavoro cosciente su se stessi e basato sulla sensazione e sulla distensione. MASSIMA EFFICENZA CON IL MINIMO SFORZO.

Questo metodo esplora molto sottilmente il sistema muscolare nella sua integrità. Stimola in particolare il funzionamento della piccola muscolatura che non è mai sollecitata né nella vita corrente né in nessun tipo di tecnica sportiva.

Grazie alla ginnastica dolce, si è in grado di riprendere contatto con le proprie potenzialità inibite o addormentate. Il corpo per star bene ha bisogno di agire al massimo del proprio rendimento. La maggioranza della gente vive utilizzando solo il 5% delle proprie capacità potenziali. Tutti i nostri organismi si affaticano e si logorano se funzionano maldestramente. Occorre riconciliare la mente con il corpo per vivere in armonia con noi stessi.

La finalità di tale metodica è:

•  Rilassare il muscolo antagonista prima di rafforzare l'agonista.

•  Non si può rafforzare un quadricipite se non abbiamo prima imparato a rilassare il suo antagonista.

•  Non avremo mai forti muscoli addominali se non avremo prima imparato a rilassare quelli della zona lombare.

•  Non eseguire più volte gli stessi esercizi per non produrre alienamento ed estraneamento. L'antiginnastica aiuta la persona ad ascoltare e capire i messaggi che il suo corpo le manda. Mente e corpo sono due elementi di una stessa unità.

•  Questa metodica interviene sull'intera persona e non sulla singola parte malata. Interviene sulla causa e non sul sintomo. Questa disciplina privilegia un lavoro di ricerca su di se a partire dal corpo rifiutando il culto proprio della ginnastica tradizionale dell'efficienza fisica a tutti i costi, dello sforzo “Se fa male vuol dire che fa bene”.

I principi della ginnastica dolce sono sei:

  1. prendere coscienza del movimento, non serve a nulla ripetere meccanicamente un movimento, meglio non eseguirlo affatto ma accontentarsi di immaginarlo. Non conta tanto quel che si fa, quanto la coscienza che se ne ha al momento di farlo. Un essere angosciato respirerà con il collo infossato nelle spalle, non basterà renderlo cosciente di quest'atteggiamento scorretto per renderlo calmo e disteso. Occorre porre attenzione ai propri atteggiamenti nel modo di eseguire certi gesti, di camminare, di reggersi, si può riuscire a correggere le proprie imperfezioni. Stare in ascolto del proprio corpo: la memoria del corpo è migliore di quella della mente. Per porre rimedio a un'abitudine fisica irrazionale occorre prima aver provato una sorta di imbarazzo nel rendersi conto d'averla.
  2. lavorare nella distensione e nella sensazione, né lo sforzo né l'obbligo giovano nell'apprendimento. Le sole esperienze che conservano una straordinaria vitalità sono quelle acquisite mediante la sensibilità. Il ricorso alle immagini può essere prezioso. Se si chiede di stare diritti è possibile che si assuma qualsiasi atteggiamento meno quello giusto. Ma se si propone di stirarsi, di crescere o di avvicinare la testa al soffitto, allora si verificherà l'atteggiamento corretto di autentico allungamento. Non si domandano grandi sforzi, ma una sottile mobilizzazione delle fibre muscolari. Esiste una regola: non appena sì tocca la sensibilità profonda, il corpo risulta modificato.
  3. L'organismo umano è un tutto solidale, di conseguenza esiste un'interdipendenza di ogni movimento. La nuca, per esempio, è responsabile delle gambe, e le gambe dei piedi: se si agisce sul piede si agisce sulla nuca. Si può ottenere il rilassamento di una spalla contratta facendo solo lavorare il piede. "Non bisogna mai lavorare a livello della sede stessa del dolore. La causa va cercata altrove". I dischi intervertebrali possono crescere di 1 o 2 mm . I dolori dovuti a compressioni dei dischi scompaiono molto rapidamente grazie a movimenti di stiramenti generali. Si può migliorare una scoliosi agendo sulla zona lombare della colonna. Le emicranie possono sparire agendo sulla distensione dei muscoli della nuca e delle spalle se erano dovute alle vene giugulari bloccate. Un'eccessiva compressione delle vertebre cervicali provoca dolori nelle spalle e nel braccio. Il lavoro da fare si situa a livello delle vertebre cervicali che a loro volta sono in relazione con le dorsali e le lombari. Atteggiando diversamente i piedi si cambia l'andatura. Una volta plantare appiattita può provocare dolori in articolazioni come le ginocchia e le anche. Ogni squilibrio comporta reazioni a catena. Una lordosi lombare può produrre una compensazione più in alto, a livello dorsale, dando origine così a una lordosi cervicale. Ne consegue uno spreco considerevole d'energia e i dolori si manifestano con cadenza più o meno ravvicinata.
  4. La schiena rispecchia gli stati emotivi. La colonna vertebrale è detta dai cinesi "pilastro terrestre". Se ci si vuole occupare del proprio corpo occorre consolidare la trave maestra. Tutto poggia su quest'asse ammortizzatore dei colpi. Il mondo affettivo si riflette fedelmente sulla colonna vertebrale (tipo rigido, bisognoso, oppresso). Il 90% delle persone non sta diritte. I muscoli superficiali osservabili nella parte posteriore della schiena sono muscoli allungati il cui ruolo è dinamico. Sono in gioco nel movimento e nello spostamento. I muscoli profondi molto corti e non visibili sono riserva di forza e vitalità. La ginnastica tradizionale si limita a utilizzare i muscoli superficiali già contratti non rilassati mentre la muscolatura profonda è insufficiente. La ginnastica dolce si prefigge di allungare i muscoli superficiali e rafforzare quelli profondi. Non a caso la colonna è chiamata "l'albero della vita", ogni parte svolge una funzione ben precisa. Alla parte superiore finezza e coscienza, a quell'inferiore forza e istinto. Le colonne del Partenone si reggono una sull'altra senza cemento. Basta che una sola vertebra della colonna si allontani dall'allineamento perché tutta la struttura ne risenta le conseguenze.
  5. Durante l'esecuzione degli esercizi la situazione non va mai forzata, è solo il singolo individuo che trova il proprio ritmo e la giusta dose di lavoro. Una fatica sgradevole e un senso di affanno al termine degli esercizi è sintomo che non si è riusciti a trovare una misura adeguata alla propria persona. Invece, sono normali le reazioni del sistema nervoso vegetativo: sudorazioni, chiazze rosse sul viso, impressione di fame e di freddo, sbadigli, dilatazione delle pupille.
  6. Rilassare i muscoli posteriori, che situati nella parte posteriore del corpo, dalla nuca ai talloni, sono troppo rigidi, troppo potenti. Il merito di Francoise Mézierès è l'aver messo in luce lo sviluppo eccessivo dei nostri muscoli posteriori. "Vi sono soggetti che sono compressi dalla loro forza stessa: quella dei dorsali". Occorre non rinforzare questa muscolatura ma indebolirla e allungarla da una parte all'altra della colonna vertebrale. Prima di tutto allungare i muscoli posteriori superficiali, per arrivare alla scomparsa dell'eccessivo tono con esercizi appositi di eutonia (tono muscolare ottimale).

Prima fase

Approccio ideale: allungare i muscoli posteriori superficiali, ristrutturare quelli profondi e prendere coscienza delle diverse articolazioni e dell'interdipendenza reciproca delle membra.

Seconda fase

Dopo che si è imparato a muovere tutte le parti del corpo nello spazio esterno, si può partire alla scoperta dello spazio dentro il corpo, e avvertire tutte le vibrazioni con il training autogeno.

Come si svolgono gli incontri di Eutonia

Il Terapeuta invita i presenti ad esprimere il loro stato d'animo, le persone, così, “cominciano ad ascoltarsi” e in base alla risposta il terapeuta programma gli esercizi preliminari. Al termine ogni persona descrive le sensazioni provate.

Preliminari

“Preparare il corpo a vivere appieno”. Non sono richieste né capacità particolari né velocità di esecuzioni, ognuno rispettando il proprio ritmo, con l'ausilio di palline, bastoni, cuscini. Il fine è di rompere gli automatismi e di scoprire il funzionamento del proprio corpo.

I gruppi

Non sono divisi per gradi di preparazione, poiché questo metodo asseconda le capacità individuali senza mai forzarle. Ai corsi di Eutonia possono prendere parte tutti: sia chi vuol fare un lavoro di autoanalisi partendo dal corpo, sia chi soffre di un generalizzato mal di schiena e sia chi ha subito gravi traumi. Unici esclusi sono i bambini poiché mancano di uno schema corporeo definitivamente strutturato e di una buona capacità introspettiva. Non sono presenti controindicazioni perché si lavora nel pieno rispetto della fisiologia del corpo.