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Dr. Rubertelli

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Partendo dall'affermazione che “il medico cura e Dio guarisce”, insegnamento del Dr. Holer, anziano medico austriaco e stimato professionista d'urologia, che diciassette anni fa, mi chiese di aiutarlo nel suo problema di salute: improvvisa paraplegia traumatica. A distanza d'anni credo di comprendere questa sua affermazione che antepose nella nostra relazione terapeutica.

Ho sempre visto con amore e ammirazione l'individuo nello stato di squilibrio psico-fisico; l'individuo che soffre è sacro, è più vicino a Dio, è nella sua verità interiore, ed io mi sento onorata nel poter assistere e fare da tramite, affinché si compia ciò che è già scritto nella storia individuale. Mi pongo, quindi, in un atteggiamento animistico, d'estremo rispetto e ammirazione senza volere nulla se non ciò che deve avvenire.

Nonostante la mia posizione di ricerca e disponibilità, mi trovo sempre di fronte ad un miracolo inspiegabile: non è tangibile ciò che succede quando la persona ammalata prende la strada della guarigione.

Le malattie nascono dall'interazione tra la disposizione genetica e i fattori ambientali esterni infettivi, chimici, fisici, nutrizionali e comportamentali nonché dai fattori ambientali interni, tutti modificabili; infatti, come afferma Eduard Bach “la malattia deriva dall'anima poiché il corpo è il tempio dello spirito”.

Da quest'approccio ecologico deriva l'eco-fisiologia: “…la salute non è soltanto il mantenimento dell'omeostasi ristretta , l'organismo deve negoziare in continuazione la sua omeostasi (l'equilibrio del suo mezzo interno) con le condizioni per la sua sopravvivenza in relazione all'ambiente esterno, il livello inglobante, che diventa così, in senso cibernetico, il regolatore della fisiologia del livello inglobato. Ma, in senso sistemico, anche l'ambiente interno retroagisce sull'intero organismo come un regolatore. Lo stato dell'ambiente interno é il diretto risultato delle interazioni con l'ambiente esterno, che funge da regolatore o da disregolatore. Il sistema nervoso, il sistema immunitario, il sistema cardiocircolatorio rispondono alle regolazioni esterne ma anche allo stato interno. Uno degli elementi nella costruzione del senso della situazione e del senso di sé in ogni momento della vita, é appunto la percezione dello stato interno in correlazione alle percezioni sensoriali ed alle memorie…” .

Ho lavorato per molti anni in ospedale ed ero felice di occuparmi della riabilitazione, mi riempiva di gioia facilitare il risveglio di potenzialità nascoste, ed evocare circuiti compensativi, nelle aree corticali del cervello. Nel frattempo, continuavo ad aggiornarmi nello studio della medicina ufficiale, la passione e l'interesse che ne ricavavo, mi auto-rigenerava continuamente. In seguito ho anche insegnato Terapie della Riabilitazione ai corsi per operatori socio-assistenziali, formati nell'ospedale dove lavoravo. Nelle mie lezioni esprimevo sia l'aspetto meccanicistico anatomo/patologico riabilitativo, che l'aspetto filosofico/umanistico. Sentivo che la visione solo strutturale era limitante, ero attratta anche da ciò che alimenta la materia: l'energia che nella medicina Ayurveda è denominata “Purusha” e la materia “Prakruti”.

Anche la fisica quantistica sostiene che qualunque forma sia essa minerale, vegetale o animale, è il risultato di legami energetici, i quali assumono una determinata forma perché ordinati armonicamente in base alla frequenza dell'energia, sia essa sonora (biorisonanza/sononi), luminosa (fotoni) o d'altro genere. Infatti, è noto in ambiente scientifico che ogni materiale, sottoposto ad una vibrazione specifica assume una sua peculiare forma relativa alla frequenza d'onda cui è stata sottoposta. La forma è il risultato della frequenza d'onda che la genera. Il campo quantistico universale è la base fisica dell'unità.

Inconsciamente percepivo che era nella sostanza (anima) la parte viva da riabilitare o meglio da alimentare per dare movimento alla forma.

Nel 1980 ci fu il primo congresso mondiale di Kinesiologia applicata, in Italia. Ricordo che il simbolo sulla locandina del congresso era un triangolo in cui l'individuo era rappresentato con tre corpi: mentale, emozionale e fisico. La visione olistica si manifestava, per la prima volta in campo scientifico occidentale. Avevo fino ad allora tenuto segreto questo modo di interpretare il paziente, non potevo comunicare il mio sentire poiché l'attenzione della medicina tradizionale negli anni ‘70 era finalizzato prevalentemente al corpo fisico.

Partecipando al congresso conobbi studiosi e ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo, prevalentemente dagli Stati Uniti, essi spaziavano dall'aspetto fisico al metafisico, dai meridiani alle terapie vibrazionali e all'aura; mi trovavo allora presente in un periodo di grande transizione scientifica, fenomeno evolutivo naturale nell'arte, nella scienza e nella religione (New Age), come Picasso che iniziò con l'arte figurativa e sconfinò nel surrealismo attraverso il cubismo, guardando dentro e da più punti di vista la realtà.

I relatori, del congresso, partendo da conoscenze di base meccanicistica, dopo anni d'esperienze all'interno della medicina ufficiale, sconfinavano nell'infinito, nel non dimostrabile, con entusiasmo e scientificità, ed accettando che molto esiste al di là della nostra comprensione logico-matematica e delle metodiche strumentali di ricerca.

Divenni così consapevole della semplicità e umiltà che occorre per curare. Non si arriva mai a capire e a carpire i segreti che racchiude in se la vita. Le affermazioni assolute limitano la conoscenza e la crescita interiore, inoltre non sono un approccio scientifico.

La verità è la realtà, è Dio. Noi possiamo solo intraprendere le strade della conoscenza/consapevolezza cioè sapienza; avvicinarci un po' di più a Dio e all'amore che ne fuoriesce, onorando la realtà con atteggiamento di riconoscenza, senza ingerire.

Non mi bastava lo studio e l'aggiornamento nel settore riabilitativo tradizionale; mancava nelle mie conoscenze la parte invisibile dove ero certa, risiedesse la radice del problema e le cause delle malattie.

Con la nascita della kinesiologia individuai per la prima volta la visione olistica dell'individuo da cui scaturisce il concetto di “tutt'uno”. Sbloccando le energie congelate si ripristina il circuito energetico tramite il Touch for Health di Joan Thie, il quale sostiene che “il corpo non mente” e attraverso il muscolo indicatore si può scendere nell'inconscio.

La kinesiologia applicata ci aiuta a risolvere il periodo di trasformazione delle malattie quando non si è più quelli che si era prima di ammalarsi, né quelli che si diventerà dopo aver risolto il proprio stato di squilibrio. È, pertanto, nel periodo di transizione, di mutazione che i sistemi omeostatici si attivano maggiormente.

È stato necessario, per capire tutto questo, accostarmi anche alla filosofia e ho provato grande emozione nel momento in cui ho riconosciuto nei filosofi le mie intuizioni.

Contemporaneamente non ho abbandonato l'aggiornamento della medicina ufficiale. Non riuscivo, però, ad arrivare alla causa primaria della malattia. Ora so, che ero pronta alla natruopatia; sono sbarcata in questo mondo infinito che riconosce, il microcosmo dentro di noi e il macrocosmo fuori di noi, come già affermavano gli antichi testi vedici. È stato un naturale defluire dalla visione riabilitativa alla visione naturopatica. Dentro di me la riabilitazione e la naturopatia sono naturalmente integrate.

In questi ultimi anni il concetto di riabilitazione si è notevolmente modificato, fino ad assumere un contenuto assai ampio e forse sempre meno definito. In passato il termine "riabilitazione" era accostato immediatamente all'argomento delle "tecniche", cioè l'insieme già definito e specifico di procedure e atti professionali che il terapista utilizza per ridurre il deficit della persona con disabilità.

In questo senso si fa riferimento ad una rieducazione intesa come "recupero" di funzioni perse, mentre in seguito (con gli sviluppi della ricerca scientifica e l'apertura verso conoscenze pluridisciplinari) la riabilitazione ha esteso la propria attenzione alla persona nella sua interezza, scoprendo l'importanza di numerose variabili emotive, cognitive e comportamentali, che hanno però reso più completo l'intervento sulla persona.

Il focus della riabilitazione è promuovere nella persona con disabilità lo sviluppo di un'interazione con il mondo esterno che sia personalmente soddisfacente, socialmente significativa ed operativamente efficace.

Nel 2000, dunque, la riabilitazione non è più considerata esclusivamente un "agire terapeutico" in senso medico scientifico, ma diventa un vero e proprio progetto, mirato al raggiungimento del mantenimento della condizione ottimale del benessere della persona.

In quest'ottica, lo scopo dell'intervento riabilitativo è "evitare che qualsiasi forma di disabilità si trasformi in handicap", e per questo è necessario superare gli stretti confini della diade terapista/paziente per chiamare in causa l'intera rete sociale che interagisce con la persona, promovendo un cambiamento reciproco delle parti.

In questo senso, le azioni del terapista, favoriscono il miglior adattamento possibile della persona disabile alla società, e comprendono anche azioni di più ampio respiro che favoriscono lo sviluppo di nuove competenze relazionali da parte di ogni individuo coinvolto nella relazione con la persona disabile.

Con la naturopatia affiancata all'attività riabilitativa moderna, non ci si concentra più sull'individuo (o meglio sulla sua menomazione), ma piuttosto sull'intero sistema relazionale. Ovviamente tale visione non è esente da complessità, è necessario tenere conto della complessità degli obiettivi dell'intervento terapeutico: identificazione e riduzione del disordine bioenergetico, miglioramento e mantenimento delle funzioni, abilità, supporto all'integrazione sociale.

È fondamentale la possibilità del terapeuta di coinvolgere nel suo agire l'intero ambiente fisico e sociale della persona, ascoltare le sue richieste e valutare in ogni momento le sue aspettative, i suoi pregiudizi e anche le sue ansie. Per queste ragioni la riabilitazione esige la partecipazione sempre più ampia dell'individuo e l'impegno consensuale di tutti gli operatori coinvolti nell'elaborazione della scelta definitiva del processo riabilitativo, nella valutazione dei risultati ottenuti durante le varie fasi del processo e nelle eventuali modifiche da apportare strada facendo.

L'utilizzo della floriterapia di Bach e d'altre metodiche naturali sono un prezioso aiuto per mantenere l'ambiente famigliare in armonia dinamica.

Tutte le metodiche naturali, essendo preziose per riattivare i complessi sistemi omeostatici, sono perfettamente integrabili accanto ad ogni disciplina della medicina tradizionale, non solo nel settore riabilitativo. Nasce, così, la necessità di definire il concetto di “naturopatia” e la figura del “naturopata terapeuta”.

E' indispensabile, per comprendere il significato di malattia, fare degli accenni anche alla filosofia antica e moderna.

Non abbiamo gli strumenti per dimostrare tutto ciò che esiste, quindi, è necessario che la ricerca e la conoscenza siano mirate a scoprire le leggi che regolano la natura allo scopo di onorarla, favorirla e non ostacolarla. Occorre “…imparare ad imparare…” [teoria di G. Bateson].

Tutte le metodiche naturopatiche ruotano attorno all'obiettivo del raggiungimento dell'armonia. Quando i meccanismi automatici di mantenimento della salute s'indeboliscono, la medicina naturale, attraverso strade differenti, riporta al ristabilirsi della reattività omeostatica.

I rimedi e le metodiche naturali sono utilizzate in naturopatia, per equilibrare i sistemi omeostatici di auto/guarigione, poiché l'archetipo di entrambi proviene dalla natura.

Le terapie naturali venivano praticate già in tempi antichi (ricordiamo che la medicina tradizionale o allopatica è nata nel 1858 con Virchwod) e il principio "Vis medicatrix naturae", il potere naturale di auto-guarigione, costituiva uno dei principi basilari della Scuola di Ippocrate ed è ancora oggi un principio trainante della filosofia naturopatica.

La naturopatia è l'aspetto moderno della medicina antica, rivista con la consapevolezza di oggi. L'uomo moderno ha necessità di poter dimostrare ciò che considera scientifico e ciò che è considerato scientifico è dimostrabile. Così la fisica quantistica ci consente di comprendere i limiti della ragione e della scienza, possiamo solo diventare consapevoli dei continui miracoli che compie la natura.

La neuroimmunoendocrinologia è la nuova scienza che ha congiunto la parte organica a quell'energetica, essa riconosce come la materia sia un concentrato di energia.

Le emozioni negative sono importanti forme di sviluppo come quelle positive solo se trascese e non congelate. I pensieri e le emozioni sono energia che deve circolare liberamente, nel corpo.

Sono gli eccessi che portano all'equilibrio. Gli accumuli portano allo squilibrio, alla malattia, la quale diventa un forte strumento di crescita, per la salute dell'anima, ogni fenomeno ha il suo contrario. Senza la malattia non ci sarebbe la salute.

La malattia rende l'uomo sanabile. La malattia è il punto chiave, quello in cui è possibile trasformare lo stato di non salute in stato di salute. Perché questo possa accadere, l'uomo deve smettere di lottare e imparare invece che cosa ha da dirgli la malattia. Il paziente deve guardare dentro di sé ed entrare in comunicazione coi propri sintomi, se proprio vuole conoscere il messaggio …Deve essere pronto a mettere in discussione tutto ciò che pensa di se stesso e a integrare consapevolmente quello che il sintomo cerca di fargli capire a livello fisico. La guarigione è sempre collegata ad un dilatazione di coscienza e ad una maturazione. Se il sintomo è sorto perché una componente dell'ombra è precipitata nel corpo e lì si è manifestata, così la guarigione è il processo inverso.

La sola ragione di un essere è essere, quindi agire per mantenersi in vita, per mantenere il suo equilibrio interno, negoziandolo con l'ambiente che é di fatto un regolatore.

Dr. Elisabetta Roberta Rubertelli