UNA VECCHIA LEGGENDA INDU'………..
....racconta che un tempo gli uomini erano degli Dei, ma abusavano talmente della loro divinità che Brahma, Capo degli Dei, decise di togliere loro la Potenza Divina e nasconderla dove non l'avrebbero mai trovata. Dove nasconderla divenne quindi il grande problema. Quando gli Dei minori furono chiamati a consiglio per valutare questo problema, dissero: "Seppelliremo la divinità dell'uomo in fondo alla terra". Ma Brahma disse: "No, non basta, perché l'uomo scaverà e la troverà". Allora gli Dei dissero: "Bene, allora affonderemo la sua divinità nell'oceano più profondo". Ma Brahma rispose ancora: "No, perché prima o poi l'uomo esplorerà le profondità di ogni oceano e la riporterà in superficie". Allora gli Dei minori conclusero: "Non sappiamo dove nasconderla, perché sembra che non ci sia alcun posto sulla terra o nel mare dove l'uomo non potrebbe eventualmente raggiungerlo". Allora Brahma disse: " Ecco cosa faremo con la divinità dell'uomo. La nasconderemo profondamente in lui stesso, perché non penserà mai di cercarla proprio lì"......e da allora, conclude la leggenda, l'uomo è andato su e giù per la terra, arrampicandosi, tuffandosi, esplorando e scavando per cercare qualcosa che invece aveva sempre racchiusa in se.
INTRODUZIONE ALL'AYURVEDA
Il termine Ayurveda è formato da due parole sanscrite: ayus che significa “durata della vita”, “longevità”, e veda che significa “conoscenza rivelata” o “sapienza”, ma oggi, sempre più spesso lo si traduce semplicemente con “La scienza della Vita”.
L'Ayurveda racchiude nel suo insegnamento medicina, filosofia e stile di vita.. La sua origine risale ad oltre cinquemila anni fa ed è scritta nei Veda. Essa considera l'uomo nel suo insieme di corpo, mente e spirito inserito nell'ambiente in cui vive. L'uomo è visto come un microcosmo specchio del macrocosmo quindi ciò che accade nell'uomo accade nell'universo e, ciò che accade nell'universo accade nell'uomo.
L'Ayurveda è quindi molto di più di una scienza medica Indiana: essa ci indica un modo di vivere universalmente valido che abbraccia tutti gli aspetti della vita sia in salute che in malattia.
Secondo l'Ayurveda la realtà è formata da un universo di esseri animati ed inanimati ognuno dei quali ha una matrice primordiale, una coscienza immateriale. In sanscrito il termine usato per indicare tutto l'Esistente è Brahman cioè la “Realtà Suprema”, l'Uno. Ma gli antichi testi Vedici sottolineano che “ogni cosa nell'universo è Brahman “. Possiamo sintetizzare tutto questo dicendo:
“Tutto è in Uno e Uno è in Tutto”
Nell'Ayurveda la molteplicità apparente dell'Esistenza viene ricondotta ad un unico principio.
LA NASCITA DEI DOSHA
Quando rajas inizia ad interagire con sattva e con tamas , l'energia cinetica di rajas emette il Prana , l'essenza energetica che pervade ogni forma di vita biologica. Da Prana si origina il primo dosha bioenergetico , il VATA . Da Vata si originano gli alti due dosha , PItTA e KAPhA . Tale livello di realtà è sia spirituale che materiale.
Il concetto di dosha , nel significato di sostanza bioenergetica , ha le sue origini nell'opera di Charaka e Susruta . In sanscrito dosha significa “ DANNO ” , “ ERRORE ”. Questo significato allude alla loro capacità di alterare e disgregare la condizione corrente.
I Dosha possiedono una natura situata al confine fra materia ed energia. Poiché hanno anche una componente materiale essi sono composti in parte dai cinque elementi grossolani.
Nel corpo umano sono gli intermediari fra il mondo esterno ( gli alimenti, la dieta, le stagioni, la routine quotidiana, lo stile di vita) e quello interno (i tessuti, gli organi e le funzioni dell'organismo.
VATA
Vata costituisce l'umore biologico dell'ARIA ed il suo significato (vento) suggerisce il movimento. La sua funzione principale è la propulsione. Da Vata dipendono tutti i movimenti all'interno dell'organismo, dal livello cellulare, a quello tessutale e muscolo scheletrico. Vata controlla anche il sistema nervoso centrale e periferico. Vata trasporta se stesso e gli altri dosha nelle varie zone del corpo. Vata Dal punto di vista dei gurvadi-guna ha le seguenti qualità:
freddo – secco – leggero – sottile – mobile – nitido – duro – ruvido – fluido.
Vata è composto dagli elementi Etere ed Aria ed ha in se una qualità rajasica che sta alla base della sua attività cinetica.
PITTA
Pitta costituisce l'umore biologico del FUOCO. L'origine etimologica di Pitta è legata al processo digestivo, al riscaldamento ed alla trasformazione. La principale funzione di Pitta è la digestione o trasformazione sia a livello organico cellulare e tessutale, sia a livello emotivo, mentale e psicologico. Le qualità di Pitta sono:
caldo – debolmente oleoso - leggero – sottile – mobile – nitido – morbido – liscio – fluido.
Pitta è composto dagli elementi Fuoco ed Acqua ed ha natura fortemente sattvica ed anche rajasica.
KAPHA
Kapha rappresenta l'umore biologico dell'ACQUA. La sua principale funzione è la coesione, cioè la capacità di mantenere unito. Il termina Kapha significa “flemma” cioè la qualità del congiungimento. Kapha mantiene la stabilità dei tessuti corporei proteggendoli grazie alla propria tendenza alla compattezza. Le qualità di Kapha sono:
freddo – umido – pesante – grossolano – denso – stabile – opaco – morbido – liscio.
Kapha è composto dagli elementi Terra ed Acqua ed ha natura significativamente tamasica.
Come abbiamo visto in ogni dosha prevalgono due elementi uno dei quali si può considerare primario e l'altro secondario. Vata ha come elemento primario l'aria, Pitta ha il fuoco e kapha l'acqua.
MASSAGGIO AYURVEDA
Il massaggio ayurvedico ricorre all'uso di oli medicinali (Tailam), che hanno effetti benefici e protettivi. Secondo questa tradizione l'olio è un eccellente catalizzatore che permette di concentrare energie vitali positive. Il massaggio agisce sia sul corpo fisico sia sulle controparti energetiche, in altre parole i corpi sottili.
Durante il massaggio il paziente si rilassa, allentando così tutte le tensioni (KLESHA SAHATWA ) . Tra le tecniche proposte per il mantenimento della salute, la medicina Ayurveda, accorda largo spazio alla pratica del massaggio che è considerato come un atto sacro, per cui bisogna accostarsi previa purificazione corporale e mentale; il massaggio stesso agisce quale elemento purificatore (PANCHAKARMA).
Le tecniche specifiche di massaggio sono adattate in funzione della costituzione individuale (Vata, Pitta, Kapha) in relazione alla diagnosi ayurvedica.
Il massaggio ayurvedico non è solo una pratica terapeutica, ma una scienza che corregge la struttura dei corpi sottili, le funzioni degli organi, migliora l'assimilazione dei cibi, facilita la circolazione dell'energia vitale. Tutto ciò è possibile per l'azione che il massaggio compie su particolari centri di coscienza denominati Chakra, oltre ad una pratica salutare, è anche una filosofia di vita.
Esistono quattro principali tipi di massaggio:
MASSAGGIO MEDICALE
MASSAGGIO ENERGETICO (sui Chakra )
MASSAGGIO RILASSANTE
MASSAGGIO SPORTIVO
Il massaggio ayurvedico interviene a più livelli di cura tra i quali:
Mantenimento dello stato di salute e quindi di armonia
Prevenzione dell'accumulo di energia nei Dosha
Cura degli squilibri dei Dosha
In relazione alle tre costituzioni di base (Vata, Pitta, Kapha) si rintracciano tre tecniche massoterapiche principali:
La tecnica “pesante” detta Anti Vata, con azione riscaldante e antidolorifica.
La tecnica “dolce” o Anti Pitta, con azione calmante e rinfrescante.
La tecnica “dinamica” Anti Kapha, con azione drenante.
Gli oli utilizzati non sono spalmati direttamente sul corpo, ma riscaldati con sfregamento delle mani del massaggiatore, e in questo modo vengono anche energizzati.
Secondo le costituzioni d'appartenenza saranno scelti particolari oli.
La pratica dell' ABYANGAM è molto particolareggiata: oltre alla costituzione di base (Dosha) si tiene conto delle costituzioni derivate (per un totale di 7 Dosha). Ci si basa sulla legge dei cinque elementi, si tiene conto della circolazione dell'energia all'interno dei canali (Nadis).
Altre volte s'interviene tramite l'azione riflessa su parti specifiche del corpo, ad esempio nella pratica del THANDABYNGAM o massaggio della colonna vertebrale, o nel PADAM che interviene sulle zone riflesse della pianta del piede.
Il massaggio Ayurvedico è una delle tecniche più tradizionali per la cura del corpo. È considerato un'arte senza eguali, intesa come la via che permette la riunificazione di corpo, mente e spirito, atta a produrre e a ricreare l'energia individuale reale. A supporto del massaggio sono utilizzati oli vegetali ed altri prodotti della farmacopea tradizionale indiana. L'utilizzo di questi oli a livello topico contribuisce, integrandosi ad altre terapie interne, a rinnovare gli stati di salute compromessi.
Il massaggio Ayurvedico è un trattamento energetico generale; considerando che il suo beneficio si esplica principalmente sul sistema circolatorio attraverso un'azione drenante dei tessuti, anche la sua efficacia estetica è evidente.
I benefici tradizionali del massaggio Ayurvedico si possono sintetizzare come segue:
Fortifica il corpo, poiché l'aumento della circolazione dei fluidi vitali e l'eliminazione delle tossine consente un miglior nutrimento dei tessuti, fortificandoli.
Migliora il sonno: il massaggio sulla testa e nei piedi acquietano la mente.
Rafforza la pelle, mantenendone la corretta idratazione e rendendola morbida e luminosa.
Migliora la carnagione: migliorando il tono della pelle, la rende più forte e sana.
Elimina lo stress.
Favorisce l'aumento delle difese immunitarie e accelera la guarigione delle ferite, perché favorisce la circolazione ormonale e vitale.
Toglie la fatica, sia essa causata da sforzo mentale, da sforzo muscolare o da accumulo di tossine.
Aiuta a ritrovare l'armonia riequilibrando il sistema nervoso autonomo
L'uso d'appropriati oli e manualità consente in ogni modo di preparare trattamenti mirati a problemi specifici relativi, ad esempio, a malesseri psichici come stress, depressione o a malesseri fisici tra cui quelli muscolari, articolari, disturbi del sistema digerente, del sistema circolatorio e così di seguito.