E' necessario citare l'omeopatia per parlare delle tre modalità elettive di alterazione dell'energia vitale. L'Omeopatia classica, così come concepita ed applicata da Hahnemann, viene attualmente definita unicistica o Hahnemanniana per distinguerla da metodi diversi sviluppatisi in seguito. E' la dottrina illustrata in questo paragrafo.
Il medico omeopatico unicista affronta il complesso sintomatologico delle persone malate, ne coglie il legame, il filo conduttore che lo porta a prescrivere un solo rimedio alla volta, quello che sperimentalmente ha prodotto la sintomatologia più simile. L'omeopatia unicista è per sua natura una medicina olistica, cioè che studia e cura l'uomo nella sua unità e globalità.
I miasmi o malattie croniche furono individuati da Hahnemann come la vera causa delle malattie. Sono sostanzialmente tre e potremmo definirli le tre vie della decadenza dell'uomo.
- La “ psora ” é il miasma principale e comporta uno stato di riduzione della resistenza, della capacità immunitaria naturale, delle difese cioè dall'ambiente esterno. Quindi ipofunzione, difetto, carenza, incapacità e di conseguenza facilità ad ammalare.
- La “ sicos” é il secondo miasma ed é caratterizzato da un eccesso di reazione, quindi iperfunzione, iperproduzione, ipertrofia e malattie conseguenti.
- La “ sifilis ”, il terzo miasma, é caratterizzato da alterazione distruttiva, per cui disfunzione, perversione, ulcerazione, sono le sue modalità.
Tutte le migliaia di malattie che si conoscono e che rispondono a cause occasionali di varia origine possono, in ultima analisi, essere attribuite a queste tre cause fondamentali. Questa grande intuizione di Hahnemann, frutto di osservazioni attente e dettagliate, non poteva essere accompagnata da conoscenze scientifiche adeguate, al tempo inesistenti.
Attualmente possiamo, con una certa approssimazione, accostare i miasmi ai concetti di costituzione, di diatesi, di predisposizione morbosa. In sostanza, ognuno di noi nasce con un patrimonio genetico, che ha ereditato e che tramanda, che lo contraddistingue in tutto il suo essere, dall'aspetto fisico, al carattere, alla capacità di reagire, alla modalità di ammalare, si è influenzati da numerosi fattori (condotta di vita, ambiente, traumi, terapie ...).
La vera terapia, profonda, capace di apportare benefici permanenti, é solo quella che mira al miglioramento costituzionale dell'individuo, all'attenuazione della carica miasmatica: si cura così la malattia e soprattutto la capacità di ammalarsi.
Possiamo dare dei miasmi anche a una lettura psicodinamica. La “ Psora” che, come affermò Hahnemann, è la base di tutte le malattie, può essere considerata come la conseguenza del trauma della nascita e dell'impatto col mondo, ostile e pieno di incognite. Ne derivano un'ansia profonda ed un senso d'abbandono che fanno sentire l'individuo separato, solo ed impaurito. La “ Psora ”, secondo quest'ottica, é l'angoscia esistenziale dalla quale nessuno é immune, che rende l'essere umano fragile ed esposto. Da questa base comune di sofferenza l'individuo può tentare di difendersi con un eccessivo desiderio di autoaffermazione, vissuto come l'acquisizione di potenza, effimera vittoria sull'ansietà, che può diventare esercizio di dominio e sopraffazione: siamo nella sfera d'azione del miasma psicotico. La ricerca di potere rappresenta quindi l'esplicazione del miasma psicotico e, in definitiva, un tentativo aberrante di difendersi dall'ansietà psorica.
Quando l'individuo, invece, si sente impotente a difendersi dal suo abbandono e dalla sua paura di affrontare il mondo, compare il tentativo di ritornare verso la protezione ancestrale materna, verso il riposo, la morte. In questo caso l'istinto di morte si fa molto intenso e l'individuo tende a distruggere ciò che gli impedisce di alleviare il suo abbandono di fronte all'ambiente: si sta manifestando il miasma sifilitico.
Dr. Elisabetta Roberta Rubertelli |