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Dr. Rubertelli

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Il processo di guarigione

Costantino Hering, insigne medico omeopatico, dopo decenni di pratica clinica enunciò la seguente legge “il processo di guarigione avviene dall'alto verso il basso, dal dentro all'infuori, da un organo importante a quelli meno importanti, in ordine inverso a quello di comparsa” . Tale legge si collega e completa il principio ippocratico della “Vis Medicatrix Naturae” .

In sostanza possiamo osservare che: un'eruzione cutanea tende a scomparire prima alla testa, poi al tronco, infine alle estremità (dall'alto verso il basso). La guarigione di molte malattie avviene tramite la fuoriuscita di catarri o secrezioni varie (dall'interno verso l'esterno) e che il miglioramento di una malattia cardiaca può manifestarsi attraverso la riacutizzazione di sintomi artritici così come la scomparsa di una bronchite può far riapparire un'antica dermatite o aggravare una psoriasi (da un organo importante a quelli meno importanti, cuore-articolazioni, bronchi-cute) e che le malattie più recenti guariscono prima di quelle più antiche (in ordine inverso a quello di comparsa). Più in generale possiamo affermare che la guarigione si realizza sempre in senso centrifugo, esonerativo.

Guarire é sinonimo di manifestazione, espulsione, disintossicazione. Per estensione noi ritroviamo tale principio anche a livello psichico. Se il paziente soffre per emozioni non espresse, il primo segno di miglioramento sarà inequivocabilmente la manifestazione completa e liberatoria della sua sofferenza, che segnerà l'inizio del processo terapeutico (per esempio: un lutto, una rabbia per un'ingiustizia, un antico rimorso).

Il riscontro che il miglioramento del paziente sta avvenendo secondo tali criteri conferma la validità dell'intervento terapeutico. Quando il processo di guarigione é iniziato il paziente, pur non essendo ancora libero dalle sofferenze, comincia a sperimentare un marcato senso di benessere.

La legge di risonanza afferma che noi possiamo venire in contatto soltanto con ciò che suscita in noi una risonanza. Nella filosofia ermetica quest'uguaglianza di mondo esteriore e mondo interiore è rappresentata con i termini di “uomo e cosmo, microcosmo e macrocosmo”.

L'ombra è la somma di tutto ciò che noi crediamo fermamente che dovrebbe essere eliminato dal mondo affinché il mondo possa essere bello e sano. Ma le cose stanno esattamente all'opposto: l'ombra contiene tutto ciò che il mondo, il nostro mondo, ha bisogno di avere per sanarsi. L'ombra ci rende malati perché manca la sua presenza per essere interamente sani. L'ombra rende malati, l'incontro con l'ombra rende sani. Questa è la chiave per comprendere malattia e guarigione. Un sintomo è sempre una parte d'ombra precipitato nella materia. Nel sintomo l'uomo vive ciò che non voleva vivere nella coscienza.

Se una persona rifiuta di vivere un principio nella propria coscienza, questo principio precipita nel corpo e si manifesta come sintomo. L'ombra rende l'uomo disonesto. L'uomo crede sempre di essere soltanto ciò con cui s'identifica, di essere solo cos' come si vede. La malattia rende onesti e svela senza pietà le pieghe più nascoste dell'anima. Nella malattia l'uomo diventa autentico. La malattia compensa tutte le unilateralità e riporta al centro.

L'uomo come il microcosmo è un immagine dell'universo e contiene la forma di tutti i principi di esistenza latenti nella propria coscienza. Il sintomo rende l'uomo onesto perché rende visibili i contenuti repressi. Ancora più sicuro è prestare ascolto alle critiche dei nostri nemici loro hanno di solito ragione. Quando un'interpretazione colpisce nel segno, sgomenta.

La coscienza umana è polare (polarità intesa come sindromi o costellazioni motivazionali). Questo da un lato ci consente di conoscere, dall'altro ci rende malati e imperfetti. L'uomo è malato. La malattia è espressione della sua imperfezione e inevitabile nell'abito della polarità. La malattia dell'uomo si manifesta nei sintomi. I sintomi sono elemento d'ombra della coscienza precipitate nella malattia.

L'uomo come microcosmo contiene nella sua coscienza alla stato latente tutti i principi del macrocosmo. Dato che l'essere umano sulla base della sua capacità decisionale s'identifica sempre soltanto con la metà di tutti i principi, l'altra metà finisce in ombra e non è quindi consapevole per l'uomo. Un principio non vissuto a livello di coscienza cerca in tutti i modi di vivere e realizzarsi attraverso il giro vizioso del sintomo. Nel sintomo l'uomo deve vivere e rendere concreto ciò che in realtà non voleva vivere. In questo modo i sintomi compensano tutti gli aspetti unilaterali.

Il sintomo rende l'uomo onesto. Nel sintomo l'uomo ha ciò che gli manca nella coscienza. La guarigione è possibile solo se l'uomo prende coscienza della zona d'ombra che si cela nel sintomo e l'integra. Una volta che l'uomo ha trovato quello che gli manca il sintomo diviene superfluo. La guarigione tende all'unità e alla completezza. L'uomo è sano una volta che ha trovato il suo vero Sé ed è diventato una cosa sola con tutto quello che è.

La malattia costringe l'uomo a non abbandonare la via che porta all'unità, per questo la malattia è una via che conduce alla perfezione.

Dr. Elisabetta Roberta Rubertelli