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Dr. Rubertelli

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Il Futuro ha un cuore antico (P.Levi)

Tutti i conflitti di una persona sono scritti nei suoi tessuti ed i conflitti più profondi sono scritti nella struttura scheletrica. L'intervento terapeutico aiuta a fare affiorare ed a rimuovere questi conflitti riportando equilibrio benessere e salute.

Affinché ciò avvenga occorre una partecipazione attenta, convinta e consapevole di chi prende in carico il paziente, ma anche di chi riceve la cura perché ogni essere vivente racchiude in sé un potenziale di guarigione attraverso l'intelligenza innata del corpo e delle cellule (omeostasi).

Il dovere del terapeuta, attraverso le sue mani, il suo cuore, la sua mente e la sua Anima è solamente quello di rendere attivo questo potenziale per far sì che la condizione naturale della guarigione e della salute si manifesti.

Sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario del paziente debbono essere svegli e pronti a rispondere agli stimoli. La terapia deve essere ricevuta consapevolmente; stimolando il sistema endocrino e quello nervoso che poi stimolano il sistema immunitario si riattivano i meccanismi omeostatici, quindi la neuroimmunoendocrinologia.

Se non funziona il sistema endocrino non funziona il sistema nervoso e se il sistema nervoso non funziona non funziona il sistema immunitario.

La persona non è solo anatomia ma è un flusso, un funzionamento di corpo, mente ed Anima. Il corpo rappresenta la parte “grossolana”, la mente rappresenta l'intelletto i pensieri e anche le emozioni, l'Anima rappresenta lo Spirito e sostiene il corpo.

Tutto deve funzionare e fluire normalmente altrimenti insorgono i disagi, e gli squilibri. Se l'Anima soffre scarica sulla mente, se la mente soffre scarica sul corpo.

Nell'arco dei secoli, infatti, lo sviluppo della medicina europea si è allontanato progressivamente dall'intuizione vitalistica, per approdare al meccanicismo razionalista. Nel tempo l'angolo di visuale si è ristretto come uno zoom che ha permesso di guardare dentro al corpo, poi dentro agli organi, dentro ai tessuti, dentro alla cellula, dentro agli organuli subcellulari, dentro al nucleo e infine dentro agli acidi nucleici.

Adesso, sta nascendo l'esigenza di ricomporre in unità i frammenti, cercando di ricollegare tutte le evidenze accumulate nell'arco dei secoli e di superare nel frattempo la dicotomia psiche/soma che il paradigma morfo-visivo ha creato.

Nella seconda metà del XX secolo si sono sviluppate grandemente, da un lato, le metodiche d'analisi morfologica dinamica (ecotomografia, doppler vascolare, risonanza magnetica funzionale, tomografia ad emissione positronica, etc.), dall'altro le metodiche immunoenzimatiche che hanno fatto “decollare” la comprensione dei meccanismi immunologici.

Si sono scoperte le connessioni tra tutti i sistemi omeostatici dell'organismo (neuroimmunoendocrinologia), e così la medicina è stata ricondotta alla necessità di considerare tutto l'uomo e non soltanto le sue “parti”, si è ritornati (in modo certamente più sofisticato) verso le concezioni umorali che immaginano un guasto generale dietro all'apparente guasto locale. Pertanto la storia della medicina ci aiuta a comprendere il cammino “pendolare” che la Medicina stessa ha fatto nei secoli (dalla visione umorale verso il meccanicismo), così come il percorso attuale di ritorno alle concezioni “sistemiche” e globali.

È sicuramente degno d'interesse il fatto che la visione sistemica “moderna” si ricongiunga e recuperi l'eredità lasciataci da antiche tradizioni, come le medicine considerate “eretiche”, l'omeopatia e la visione cinese, che da sempre guardano all'uomo nella sua interezza, senza trascurare i suoi rapporti con l'ambiente.

I tempi sono quindi ormai maturi per fondere tutte le varie “prospettive” in un'unica visione. Il linguaggio biofisico della risonanza elettromagnetica e il modello cibernetico della complessità sono gli strumenti, al momento, più adatti per giungere alla riunificazione delle “medicine” come pure ad una loro comprensione in chiave “unitaria”. L'omeopatia e la Medicina Tradizionale Cinese hanno già dimostrato la veridicità di queste elaborazioni logiche, che si adattano molto bene a spiegarne i fenomeni.

Infatti, il modello biomedico più avanzato, che si rifà ad un linguaggio prevalentemente “fisico” e ai modelli cibernetici della complessità e del caos, analizza la relazione tra i componenti di un sistema e trova un ambito adatto per esprimersi nella Medicina Tradizionale Cinese, che già da millenni, seppur in modo intuitivo e analogico e senza riuscire a rendere ragione dettagliata del percorso logico, si esprime attraverso “relazioni dinamiche”.

Un recente studio tedesco va proprio in questa direzione, dimostrando come la Medicina Tradizionale Cinese, che è una terapia di regolazione dell'informazione, si presti particolarmente ad essere spiegata attraverso i canoni della “infomedicina” basata sulla relatività, il caos e la fisica quantistica.

Tale discorso si attaglia perfettamente anche alle altre terapie di modulazione dell'informazione biologica com'è la naturopatia, e anche alla biomedicina.

L'ansia del futuro può portarci a dimenticare il passato. Ma quel passato, anche se ne perdiamo la memoria, lo portiamo dentro comunque, scritto nel nostro genoma culturale. Le leggi dell'evoluzione biologica c'inducono ad ipotizzare che nel futuro della specie e della società, la fenomenologia del mestiere di medico non potrà che selezionarsi ulteriormente dall'antropologia e dall'etica di un passato solo cronologicamente lontano: un passato che è molto remoto, se misurato col metro del tempo, ma che invece è molto prossimo, attualizzato o addirittura lanciato nel futuro, se valutato con la "giusta misura" della lunga durata.

 

Dr. Elisabetta Roberta Rubertelli